Con tre settimane in Islanda, potrete percorrere la Strada 1 e le sue deviazioni senza fretta: vulcani, ghiacciai, fiordi, sorgenti termali, decine di cascate e una luce quasi costante in estate. Dal verde sud ai deserti di lava del nord, dai fiordi dell’est alle scogliere dell’ovest, ogni giorno offre uno scenario nuovo.
Abbiamo ideato questo itinerario di 21 giorni in road trip per scoprire l’Islanda in tutta la sua varietà, a un ritmo che lascia spazio all’imprevisto. Ecco il nostro programma giorno per giorno, collaudato sul posto, per organizzare il vostro soggiorno. Non serve un fuoristrada.

Si tratta di un’opinione completamente indipendente, basata sulle nostre esperienze. Abbiamo visitato la regione in modo anonimo, facendo le nostre scelte e pagando interamente le nostre fatture.
Contenuti
Itinerario di 3 settimane in Islanda: le nostre scelte
Questo programma prevede un giro dell’isola in senso antiorario con partenza dall’aeroporto di Keflavík. Copre un numero enormedi attrazioni. In Islanda le distanze sono notevoli: preparatevi a lunghe giornate di guida, soprattutto nella regione orientale e nei fiordi occidentali. Il vantaggio dell’estate è che il sole tramonta a malapena e vi lascia a disposizione molte ore in più. Abbiamo bilanciato:
- natura, geologia, storia vichinga e cultura contemporanea
- e anche giornate intense in viaggio e giornate più tranquille per godersi i luoghi.

Se avete a disposizione poco meno di 3 settimane (ad esempio 20, 19, 18 o 17 giorni), potete facilmente:
- Giorno 2 (penisola di Reykjanes)
- eliminare l’ottavo giorno
- eliminare il giorno 13
- eliminare i giorni 14 e 15 (fiordi occidentali)
- ripetere il giorno 18 (Silver Circle)
- Giorno 20 (escursione guidata verso gli altipiani centrali)

È ora di prenotare!
Confronta tutto: compagnie, prezzi, orari e disponibilità.
Consigli pratici per un road trip in Islanda
Che tipo di auto?
Questo itinerario è pensato per un’autovettura standard (2WD). Il percorso si snoda quasi interamente su strade asfaltate. Sono presenti alcuni tratti non asfaltati (Stokksnes, alcune strade nei Fiordi occidentali), ma in estate, con tempo asciutto, sono comunque percorribili con un’auto normale.
Un SUV o un fuoristrada non è indispensabile per questo itinerario, ma garantisce un maggiore comfort sui sentieri sterrati. Le consigliamo di prenotare il veicolo con diversi mesi di anticipo: la domanda estiva è elevata e le tariffe aumentano rapidamente.
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Guida in Islanda
La Strada 1 (Ring Road) è in buone condizioni per la maggior parte del suo percorso. Al contrario, non appena ci si avventura sulle strade secondarie, il fondo stradale diventa spesso ghiaioso. Nel complesso, guidare in Islanda ci è sembrato piacevole: poco traffico fuori da Reykjavík e paesaggi che si susseguono senza mai diventare monotoni.
Si raccomanda di prestare attenzione alle pecore che attraversano la strada senza preavviso tra giugno e settembre, al vento forte che può sbilanciare il veicolo e ai tratti stradali a corsia unica sui ponti.
Carburante e rifornimento
Lungo la Strada 1 le stazioni di servizio sono frequenti, ma la loro distanza aumenta nei Fiordi Occidentali e nell’estremo oriente. Le consigliamo di fare rifornimento non appena l’indicatore scende a metà, soprattutto prima di percorrere tratti isolati. Molte stazioni funzionano in modalità self-service con pagamento tramite carta di credito (è richiesto il codice PIN).
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Sulla Route 1, non è necessario un 4×4, fuori dalla Route 1, dipende dai suoi piani.

Giorno 1 – Arrivo a Keflavík e Reykjavík
Durata totale del tragitto: circa 50 minuti
Primo giorno del vostro road trip in Islanda. Dopo aver ritirato l’auto a noleggio all’aeroporto internazionale di Keflavík, si dirigerà verso Reykjavík. A seconda dell’ora di arrivo e di quanto siete stanchi, potete iniziare con un bagno termale (ma comporta una deviazione) oppure con la visita della capitale. Le consigliamo di organizzare questa prima giornata in base al suo volo.
Tappa 1 – Laguna termale: Blue Lagoon

In Islanda vi sono diverse lagune termali attrezzate nei pressi di Reykjavík. La Blue Lagoon, situata sulla penisola di Reykjanes tra l’aeroporto e la capitale, è la più famosa: le sue acque lattiginose di colore turchese, ricche di silice e minerali, raggiungono una temperatura compresa tra i 37 e i 40 °C. È necessaria la prenotazione e i posti disponibili si esauriscono rapidamente in estate.
Abbiamo apprezzato l’effetto rigenerante di un bagno caldo dopo il volo: un modo piacevole per iniziare il soggiorno. Prenoti la sua esperienza
Tappa 2 – Centro di Reykjavík
La capitale islandese, la più settentrionale del mondo, si visita facilmente a piedi. La chiesa di Hallgrímskirkja, la cui facciata in cemento si ispira alle colonne di basalto, domina la città dalla sua collina. L’ascensore conduce in cima al campanile, da dove si gode di una vista sui tetti colorati della città, sul porto e sulle montagne circostanti.

Sul lungomare, la scultura Sun Voyager (Sólfar) di Jón Gunnar Árnason, uno scheletro stilizzato di una nave vichinga in acciaio inossidabile, è diventata un simbolo della città. Il porto vecchio ospita ristoranti, negozi e il punto di partenza di numerose escursioni in mare. Nelle vicinanze, la sala da concerto e centro congressi Harpa colpisce per la sua facciata geometrica in vetro, progettata dall’artista Ólafur Elíasson. Ci è piaciuta l’atmosfera rilassata di Reykjavík, una città a misura d’uomo dove la natura non è mai lontana. Non si attardino troppo: avranno a disposizione un’intera giornata qui alla fine del viaggio.
Pernottamento a Reykjavík.
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Giorno 2 – Penisola di Reykjanes
Durata complessiva del viaggio: circa 2 ore
La penisola di Reykjanes, spesso sorvolata dai viaggiatori che si affrettano a raggiungere il Circolo d’Oro, nasconde tuttavia alcuni dei siti geotermici più attivi dell’Islanda.
Tappa 1 – Tubo di lava di Raufarhólshellir
La penisola di Reykjanes ospita diversi tunnel di lava formatisi in seguito ad antiche colate. Il Raufarhólshellir, lungo circa 1,4 km, è uno dei più accessibili. Una visita guidata vi condurrà sottoterra, tra formazioni di lava solidificata, stalattiti minerali e giochi di colori sulle pareti. La temperatura sotterranea oscilla tra i 2 e i 4 °C durante tutto l’anno: vi consigliamo di indossare un indumento pesante. Nella zona esistono altre opzioni, come il Leiðarendi, più breve ma non attrezzato. In estate si consiglia di prenotare.

Tappa 2 – Area geotermica di Seltún (Krýsuvík)
Seltún è un colorato campo geotermico situato nella zona di Krýsuvík. Il terreno argilloso presenta sfumature di giallo, arancione, verde e grigio, modellate dai depositi di zolfo e minerali. Lungo il sentiero segnalato che si snoda tra le fumarole ribollono pozze di fango caldo. Il contrasto tra questi colori vivaci e il nero delle colline laviche circostanti è sorprendente. La visita dura circa 30-45 minuti. Dei pannelli informativi descrivono i processi geotermici in atto.

Tappa 3 – Cratere di Kerid
Vale la pena fare una breve deviazione lungo il Circolo d’Oro per concludere la giornata con una visita al cratere di Kerið. Questo cratere vulcanico risalente a circa 3000 anni fa ospita un lago di un intenso colore blu-verde, incorniciato da pareti rocciose rosse e nere. Un sentiero permette di fare il giro della sponda in 15-20 minuti, mentre una scalinata scende fino alla riva. L’ingresso è a pagamento (circa 400 ISK). Abbiamo apprezzato i contrasti cromatici di questo luogo, meno spettacolare dei precedenti ma comunque fotogenico.

Pernottamento a Selfoss o lungo il Circuito d’Oro. Prenoti per 2 notti.
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Giorno 3 – Il Circolo d’Oro
Durata complessiva del percorso: circa 2 ore e 30 minuti (circuito ad anello)
Il Cercle d’Or (Golden Circle) riunisce tre siti principali in un breve itinerario con partenza da Reykjavík o Selfoss. Si tratta dell’escursione più popolare d’Islanda, e a ragione: geologia, storia e imponenza della natura si fondono in un’unica giornata. Le consigliamo di partire presto per evitare gli autobus turistici.
Tappa 1 – Parco Nazionale di Thingvellir
Þingvellir (Thingvellir) occupa un posto speciale nella storia e nella geologia dell’Islanda. Fu proprio qui, nel 930, che i coloni vichinghi fondarono l’Alþingi, uno dei parlamenti più antichi al mondo, che per secoli si riunì all’aperto. Il sito rappresenta inoltre un fenomeno geologico raro: la faglia di Almannagjá segna il confine tra la placca tettonica nordamericana e quella eurasiatica. Si cammina letteralmente tra due continenti.
Il parco, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO, comprende sentieri segnalati lungo le faglie, la cascata Öxarárfoss e il lago Þingvallavatn, il più grande dell’Islanda.
Prevedete una visita della durata di 1 ora e mezza – 2 ore.
Potete anche programmare un’immersione nella fenditura di Silfra! Prenoti la sua escursione a Silfra!

Tappa 2 – Area geotermica di Geysir
La valle di Haukadalur ospita il geyser che ha dato il nome a tutti i geyser del mondo: Geysir. Questo oggi è raramente attivo, ma il suo vicino Strokkur erutta ogni 5-10 minuti, lanciando in aria una colonna d’acqua bollente alta fino a 20 o 30 metri.
Lo spettacolo è ipnotico: la bolla d’acqua blu che si forma appena prima dell’eruzione dura solo una frazione di secondo. Intorno, pozze di acqua calda dai colori vivaci e fumarole completano il quadro.

Tappa 3 – Cascata di Gullfoss
Gullfoss è una delle cascate più imponenti dell’Islanda. Il fiume Hvítá precipita a due cascate in uno stretto canyon, creando una cortina di spruzzi d’acqua permanente. Quando c’è il sole, nella nebbia si forma un arcobaleno. Diverse piattaforme di osservazione situate a diversi livelli consentono di avvicinarsi il più possibile alla cascata.
Consigliamo la piattaforma inferiore per percepire la potenza dell’acqua: il fragore è tale che bisogna alzare la voce per farsi sentire. Si consiglia di portare con sé indumenti impermeabili, poiché gli spruzzi bagnano abbondantemente i visitatori.

Seconda notte a Selfoss o lungo il Circuito d’Oro.
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Giorno 4 – Verso sud: cascate iconiche e spiaggia nera
Durata complessiva del viaggio: circa 2 ore e 30 minuti
Questa giornata offre alcuni dei paesaggi più fotografati dell’Islanda. La costa meridionale presenta una successione di cascate, scogliere e spiagge di sabbia nera che non danno tregua alla macchina fotografica. Consideriamo questa giornata uno dei momenti salienti del viaggio.
Tappa 1 – Cascata di Seljalandsfoss
Seljalandsfoss si distingue per una particolarità rara: un sentiero permette di passare dietro la cortina d’acqua, una cascata di 60 metri che precipita da una scogliera a strapiombo. La vista dalla parte posteriore, attraverso il velo liquido, è mozzafiato. Il terreno è scivoloso e la nebbia marina è fitta: sono indispensabili scarpe da trekking e una giacca impermeabile. In estate, la luce della sera è particolarmente bella.

Tappa 2 – Gljúfrabúi
A poche centinaia di metri da Seljalandsfoss, Gljúfrabúi è una cascata nascosta all’interno di una grotta rocciosa. Per raggiungerlo, occorre infilarsi tra le pareti di uno stretto canyon e attraversare un piccolo corso d’acqua. La ricompensa: una cascata di 40 metri che si riversa in un anfiteatro naturale aperto verso il cielo. Abbiamo apprezzato moltissimo l’atmosfera intima di questo posto. Si prepari a bagnarsi i piedi.

Tappa 3 – Cascata di Skógafoss
Skógafoss è una cascata alta 60 metri e larga 25, la cui potenza genera una nebbia permanente ai piedi della cascata. Quando il tempo è bello, tra la nebbia si delinea un arcobaleno. Una scalinata di 370 gradini sul lato destro conduce alla cima, da dove lo sguardo spazia sulla pianura costiera fino all’oceano.
Da lì, un sentiero escursionistico costeggia il fiume Skógá verso l’interno, costeggiando una serie di cascate più piccole. Vi consigliamo di percorrere almeno i primi cento metri del sentiero che si snoda sopra la cascata per godervi il panorama.

Tappa 4 – Capo Dyrhólaey
Dyrhólaey è un promontorio vulcanico che si protende nell’Oceano Atlantico a sud di Vík. Il suo arco naturale di basalto, abbastanza ampio da consentire il passaggio di un piccolo aereo, ne fa un punto di riferimento emblematico della costa meridionale. Dal faro in cima, il panorama spazia sulla spiaggia di sabbia nera sottostante, sulle guglie di Reynisdrangar e sul ghiacciaio Mýrdalsjökull all’orizzonte. Tra maggio e agosto, sulle scogliere nidificano colonie di pulcinelle di mare. L’accesso in auto avviene tramite una strada ripida ma asfaltata.

Tappa 5 – Spiaggia di Reynisfjara
Reynisfjara è la spiaggia di sabbia nera più famosa d’Islanda. Le colonne basaltiche, formate da rocce vulcaniche a sezione esagonale scolpite dal raffreddamento della lava, formano una parete geometrica lungo la scogliera. Di fronte alla spiaggia, le guglie di Reynisdrangar, tre pilastri di basalto erosi dall’oceano, si ergono tra le onde. Secondo la leggenda locale, si tratta di troll pietrificati dalla luce del giorno.
Attenzione: le onde insidiose (sneaker waves) di Reynisfjara sono pericolose. Dei cartelli avvertono i visitatori di non voltare mai le spalle all’oceano. Sottolineiamo questo punto: ogni anno si verificano incidenti gravi. Mantenete una buona distanza dalla riva.

Tappa 6 – Il villaggio di Vik
Vik i Myrdal è il paese più meridionale dell’Islanda, situato ai piedi di scogliere ricoperte di erba. La sua chiesa bianca, arroccata sulla collina, offre una vista panoramica sul paese e sulla costa. La spiaggia accessibile da Vík (distinta da Reynisfjara) offre la possibilità di fare una passeggiata di fronte alle guglie di Reynisdrangar da una prospettiva diversa. A Vík si trovano alcuni ristoranti, un distributore di benzina e alcuni minimarket: è l’ultimo punto di rifornimento di una certa entità prima di un lungo tratto in direzione est.
Pernottamento a Vík.
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Giorno 5 – Canyon di Fjaðrárgljúfur e Parco Nazionale di Skaftafell
Durata totale del viaggio: circa 2 ore e 30 minuti
Oggi attraverserete le vaste distese laviche di Skeiðarársandur ed Eldhraun, due paesaggi lunari formatisi in seguito a eruzioni storiche. Tra canyon scolpiti e ghiacciai, questa giornata segna il passaggio verso il sud-est dell’isola.
Tappa 1 – Canyon di Fjadrárgljúfur
Il canyon di Fjadrárgljúfur, profondo circa 100 metri e lungo 2 chilometri, è stato scavato nella roccia palagonitica dal fiume Fjaðrá alla fine dell’ultima era glaciale. Le sue pareti sinuose, ricoperte di muschio verde in estate, creano uno scenario quasi irreale. Un sentiero costeggia il bordo superiore del canyon per circa 1 km, costellato da diversi punti panoramici. Talvolta vengono imposte restrizioni di accesso per proteggere la vegetazione. Si consiglia di dedicare alla visita circa un’ora.

Tappa 2 – Campi di lava e muschio dell’Eldhraun
Tra Vík e Skaftafell, la Strada 1 attraversa l’Eldhraun, un immenso campo di lava ricoperto da un muschio verde chiaro che in alcuni punti raggiunge uno spessore sorprendente. Questa colata risale alla devastante eruzione del Laki del 1783-1784, una delle più letali della storia islandese. Il contrasto tra il nero della lava e il verde tenue del muschio si estende a perdita d’occhio. Lungo la strada sono presenti delle piazzole di sosta dove è possibile fermarsi. Non calpestate il muschio: ci vogliono decenni perché si rigeneri.

Tappa 3 – Parco Nazionale di Skaftafell (Vatnajökull)
Il Parco Nazionale di Vatnajökull, di cui Skaftafell costituisce la parte meridionale, offre una rete di sentieri escursionistici ai piedi del ghiacciaio più grande d’Europa. L’escursione più popolare conduce a Svartifoss (“la cascata nera”), una cascata alta 20 metri incorniciata da colonne basaltiche a sospensione, la cui forma ha ispirato l’architettura della Hallgrímskirkja a Reykjavík. Il percorso è lungo circa 5,5 km andata e ritorno (da 1 ora e 30 minuti a 2 ore).
Dai belvedere del parco, la vista sulle lingue glaciali del Vatnajökull, sulle morene e sulle pianure di sabbia nera è mozzafiato. Abbiamo trascorso un intero pomeriggio a Skaftafell e avremmo potuto restarci ancora. Il centro visitatori del parco fornisce mappe dei sentieri e informazioni sulle condizioni del percorso.

Pernottamento a Skaftafell o lungo la strada tra Vík e Höfn.
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Oppure seconda notte a Vik (con un tragitto leggermente più lungo) – Visualizzi direttamente tutte le sistemazioni con le valutazioni migliori.
Oppure proseguite verso Jokulsarlon – Visualizzate direttamente tutte le strutture ricettive più apprezzate nei pressi di Jökulsárlón.
Giorno 6 – Lagune glaciali e Höfn
Durata totale del viaggio: circa 2 ore ( o più se si pernotta a Vik la notte precedente)
Le lagune glaciali del sud-est sono tra i siti naturali più spettacolari dell’Islanda. Gli iceberg staccatisi dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull galleggiano lentamente nei laghi di acqua fredda prima di raggiungere l’oceano. Consideriamo questa giornata un momento indimenticabile del viaggio.
Tappa 1 – Laguna di Fjallsárlón
Fjallsárlón è una laguna glaciale più piccola e meno frequentata rispetto alla vicina Jökulsárlón. Iceberg dai riflessi bluastri galleggiano ai piedi della lingua glaciale del Fjallsjökull, che sembra tuffarsi direttamente nel lago. L’assenza di folla permette di apprezzare il silenzio del luogo, interrotto solo dallo scricchiolio del ghiaccio. Escursioni in gommone e in kayak sono disponibili durante la stagione. Abbiamo trovato Fjallsárlón più intimo rispetto a Jökulsárlón: un’ottima alternativa se avete intenzione di visitare entrambi.

Tappa 2 – Jökulsárlón
Jökulsárlón è la laguna glaciale più grande e famosa dell’Islanda. Blocchi di ghiaccio di varie dimensioni, alcuni dei quali raggiungono diversi metri di altezza, galleggiano in uno specchio d’acqua profondo che comunica con l’oceano. I colori oscillano tra il bianco, il blu traslucido e il nero striato di cenere vulcanica. A volte le foche si riposano sugli iceberg.
Diverse compagnie offrono escursioni in barca anfibia, gommone o kayak nella laguna, consentendo di avvicinarsi ai blocchi di ghiaccio. Consigliamo questa escursione per la vista che offre sul fronte del ghiacciaio. Prenoti in anticipo.

Tappa 3 – Diamond Beach
Situata dall’altra parte della Strada 1 rispetto a Jökulsárlón, Diamond Beach è una spiaggia di sabbia vulcanica nera sulla quale si arenano frammenti di ghiaccio traslucidi trasportati dalla marea. Questi massi, levigati dall’acqua e dalle onde, brillano come diamanti posati su un velluto nero. Lo spettacolo varia a seconda della luce e delle dimensioni degli iceberg arenati. Abbiamo trascorso un bel po’ di tempo a osservare le onde che ribaltavano i blocchi di ghiaccio, in una danza lenta e silenziosa.

Tappa 4 – Stokksnes e Vestrahorn (tempo permettendo)
A una ventina di minuti da Höfn, la spiaggia di Stokksnes offre uno dei panorami più fotografati d’Islanda: il massiccio del Vestrahorn (454 m), una montagna dalle creste aguzze composta da gabbro e granofiro, si riflette nelle pozze d’acqua della spiaggia di sabbia nera. L’accesso avviene tramite una strada privata (tariffa di ingresso di circa 900 ISK). Il luogo è particolarmente suggestivo all’alba o al tramonto. Se la stanchezza della giornata lo permette, vi consigliamo di fare una deviazione.

Pernottamento a Höfn.
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7° giorno – Fiordi orientali
Durata totale del viaggio: circa 4-5 ore
La costa orientale dell’Islanda è la parte meno visitata della Strada 1. La strada si snoda da un fiordo all’altro, tra montagne scoscese, villaggi di pescatori e panorami costieri. Il ritmo rallenta, le distanze si allungano e gli incontri tra le persone si fanno più rari. Abbiamo apprezzato questo passaggio verso un paesaggio più intimo, lontano dalla folla del sud.
Tappa 1 – Alba dal promontorio di Höfn
Se siete mattinieri, il promontorio che sovrasta il porto di Höfn offre una vista panoramica sul Vatnajökull e sulle montagne circostanti. In estate, il sole sorge presto e inonda la baia di una luce dorata. Un breve sentiero, raggiungibile a piedi dal centro di Höfn, conduce al belvedere. Ci siamo saliti prima di colazione e la quiete del mattino contribuiva a rendere ancora più suggestivo il luogo.

Tappa 2 – Strada costiera e punti panoramici sui fiordi
Tra Höfn ed Egilsstaðir, la Strada 1 si snoda tra passi di montagna, gallerie e rive dei fiordi. Il paesaggio si alterna tra scogliere a picco sul mare, spiagge di sabbia nera, cascate che scendono dalle pareti rocciose e prati di un verde intenso. Sono disponibili aree di sosta regolari dove è possibile fermarsi per fotografare i panorami.

Tappa 3 – I villaggi di Djúpivogur e Breiðdalsvík
Djúpivogur è un piccolo porto peschereccio situato in fondo a un fiordo. Sul molo, l’installazione artistica “Eggin í Gleðivík” di Sigurður Gudmundsson presenta 34 uova in granito, ciascuna delle quali rappresenta una specie di uccello locale. Il paese dispone di alcuni bar e di un negozio di artigianato. Più a nord, Breiðdalsvík si trova in una valle incassata circondata da montagne di riolite dai colori vivaci.

Pernottamento a Egilsstaðir. Per 2 notti
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8° giorno – Hengifoss e Seyðisfjörður
Tempo totale di guida: circa 2 ore
Una giornata con un percorso più breve, dedicata a un’escursione e alla scoperta di uno dei fiordi più belli dell’Islanda orientale. Il ritmo è volutamente più lento dopo i lunghi tragitti dei giorni precedenti.
Tappa 1 – Percorrere la strada lungo il Lagarfljót
Il lago Lagarfljót, lungo 25 km e profondo 112 m, è il terzo lago più grande dell’Islanda. Le sue acque di un blu-grigio opaco, ricche di sedimenti glaciali, gli conferiscono un’atmosfera particolare. Secondo una leggenda locale, nelle sue profondità vivrebbe un mostro serpentino, il Lagarfljótsormurinn, cugino islandese del mostro di Loch Ness. Le prime testimonianze risalgono al XIV secolo. Si costeggia il lago in auto lungo la sponda orientale per raggiungere la cascata di Hengifoss.
Tappa 2 – Escursione verso Hengifoss
Hengifoss, con i suoi 128 metri di altezza, è una delle cascate più alte dell’Islanda. Il sentiero escursionistico (circa 2,5 km, ovvero 5 km andata e ritorno; durata prevista: da 2 a 2 ore e mezza) sale con pendenza costante dal parcheggio in riva al lago. Lungo il percorso, passerete innanzitutto davanti a Litlanesfoss, una cascata incorniciata da colonne basaltiche perfettamente regolari. Più in alto, Hengifoss si svela gradualmente: il filo d’acqua scende lungo una parete solcata da strisce rosse di argilla, che si alternano a strati di basalto grigio.

Tappa 3 – Verso Seydisfjördur
La strada che collega Egilsstaðir a Seyðisfjörður (27 km) attraversa il passo di Fjarðarheiði a circa 620 metri di altitudine. La salita attraversa un altopiano montuoso che a volte è innevato anche d’estate, prima di immettersi nella discesa verso il fiordo. Dalla cima, la vista sul fiordo sottostante, incorniciato da montagne scoscese e cascate, è una delle più belle dell’Islanda. La discesa stessa costeggia una serie di cascate che si riversano nella valle.

Tappa 4 – Il villaggio di Seydisfjördur
Seyðisfjörður è un paesino di 700 abitanti situato in fondo a uno stretto fiordo, noto per le sue case in legno colorate in stile norvegese e per la sua piccola chiesa blu. La via principale, decorata con un percorso dipinto con i colori dell’arcobaleno, conduce dalla chiesa al porto. Gallerie d’arte, un centro culturale e alcuni caffè animano il lungomare. Siamo rimasti affascinati dal fascino discreto di Seyðisfjörður, un luogo che invita a prolungare la sosta.

Ritorno verso Egilsstaðir.
Seconda notte a Egilsstaðir.
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Giorno 9 – Dettifoss, Ásbyrgi e Húsavík
Tempo totale di guida: circa 3h30
Una lunga giornata di viaggio verso il nord dell’Islanda, costellata dalla cascata più imponente d’Europa, da un canyon a forma di ferro da stiro e da un ex porto baleniero. Il paesaggio cambia radicalmente: i fiordi e le montagne dell’est lasciano il posto a altipiani desertici e a formazioni rocciose scolpite dall’acqua.
Tappa 1 – Dettifoss e Selfoss
Dettifoss è considerata la cascata più imponente d’Europa in termini di portata: il fiume Jökulsá á Fjöllum precipita da un’altezza di 44 metri e una larghezza di 100 metri con un fragore assordante. La schiuma e gli spruzzi sono visibili da lontano. Il sito ha fatto da sfondo alla scena iniziale del film “Prometheus” di Ridley Scott (2012). L’accesso dalla sponda orientale (strada 862, asfaltata) è il più frequente; la sponda occidentale (strada 864, sterrata) offre una vista più frontale.
A 1 km a monte, la cascata di Selfoss (da non confondere con l’omonima città situata nel sud) è più ampia e meno alta, e forma un anfiteatro di cascate incastonato in un paesaggio di rocce nere. Vi consigliamo di visitarli entrambi: il sentiero li collega in 15-20 minuti a piedi.

Tappa 2 – Canyon di Ásbyrgi
Ásbyrgi è un canyon a forma di ferro da stiro, lungo 3,5 km e profondo 100 m, ricoperto da un bosco di betulle, salici e fiori selvatici. Secondo la mitologia nordica, il canyon sarebbe l’impronta dello zoccolo di Sleipnir, il cavallo a otto zampe del dio Odino. La formazione geologica effettiva è legata a inondazioni glaciali catastrofiche (jökulhlaup). Un sentiero conduce a un isolotto roccioso centrale (Eyjan) ricoperto di vegetazione, da cui si gode di una vista straordinaria sulle pareti del canyon. Dopo l’energia travolgente di Dettifoss, abbiamo trovato la tranquillità di Ásbyrgi davvero rilassante.

Tappa 3 – Húsavík
Húsavík è una piccola città portuale nel nord dell’Islanda, spesso soprannominata «la capitale europea dell’osservazione delle balene». Il colorato porto, fiancheggiato da case in legno e dominato da una chiesa in legno risalente al 1907, emana un’atmosfera da «fine del mondo». Il Museo delle balene (Húsavík Whale Museum), ospitato in un ex macello sul porto, è uno dei migliori d’Europa in materia. Le consigliamo di pernottare a Húsavík questa sera per poter partecipare all’escursione di avvistamento balene in programma per la mattina seguente.

Pernottamento a Húsavík.
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Giorno 10 – Avvistamento delle balene e viaggio verso Mývatn
Durata complessiva del tragitto: circa 1 ora
In nave e su strada.
Tappa 1 – Uscita in mare: avvistamento delle balene da Húsavík
Húsavík offre una delle migliori probabilità di avvistare le balene in Islanda, in particolare tra giugno e agosto. Le escursioni durano in genere 3 ore e si svolgono nella baia di Skjálfandi. Le specie più comunemente avvistate sono le megattere, le balenottere minori e i delfini dal becco bianco. Alcune compagnie propongono gite in barca tradizionale in quercia, altre in gommone per un viaggio più veloce.
Prenoti la sua gita con anticipo, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Veda le opzioni.
Portatevi indumenti pesanti e un berretto: la temperatura in mare scende notevolmente, anche d’estate.

Tappa 2 – Verso Mývatn
La strada tra Húsavík e il lago Mývatn attraversa un paesaggio caratterizzato da verdi colline e fattorie isolate. In circa un’ora si raggiunge la sponda meridionale del lago. È una delle nostre regioni preferite, ricca di attrazioni sorprendenti.
Tappa 3 – Pseudo-crateri di Skútustadir
I pseudo-crateri di Skútustadir, sulla sponda meridionale del lago Mývatn, non sono veri e propri crateri vulcanici: si sono formati quando la lava fusa si è riversata su una palude, provocando esplosioni di vapore che hanno modellato questi coni. Un sentiero segnalato permette di fare il giro del campo di pseudo-crateri in circa 30-45 minuti. Le forme arrotondate, ricoperte di erba bassa, si riflettono nelle acque calme del lago. Abbiamo trovato questa passeggiata piacevole e contemplativa, un ottimo preludio ai paesaggi più aspri di Mývatn.

Pernottamento a Mývatn. Per 2 notti.
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Giorno 11 – Giro del lago Mývatn
Durata complessiva del percorso: circa 1 ora (circuito)
Il lago Mývatn e i suoi dintorni presentano una straordinaria ricchezza geologica concentrata in un’area ristretta: formazioni laviche, zone geotermiche, crateri, grotte e sorgenti termali. Abbiamo dedicato l’intera giornata a questa zona e ogni tappa ci ha svelato un paesaggio radicalmente diverso dal precedente.
Tappa 1 – Dimmuborgir
Dimmuborgir (“i castelli oscuri”) è un labirinto di formazioni laviche dalle forme sinuose: archi, colonne, grotte e stretti passaggi, il tutto scolpito dal raffreddamento di un lago di lava circa 2300 anni fa. Diversi sentieri segnalati di varia lunghezza (da 15 minuti a 3 ore) attraversano il sito. Secondo il folklore islandese, Dimmuborgir è la dimora dei troll e dei 13 jólasveinar, i “Babbi Natale” islandesi che fanno visita ai bambini uno per uno nei 13 giorni che precedono il Natale.

Tappa 2 – Area geotermica di Hverir / Námafjall
Hverir (noto anche come Námaskarð) è un campo geotermico situato ai piedi del monte Námafjall, a est del lago Mývatn. Il terreno argilloso, dalle sfumature giallo zolfo, arancione e bianco, ribolle e sputa continuamente fumi. L’odore di zolfo è molto forte. Il sito è visitabile liberamente seguendo un sentiero sterrato che si snoda tra pozze di fango e sfoghi di vapore. Abbiamo trovato Hverir più impressionante di Seltún, sulla penisola di Reykjanes, per la sua estensione e l’intensità dell’attività.

Tappa 3 – Krafla e il cratere Víti
La zona vulcanica di Krafla, situata 7 km a nord di Hverir, ospita una centrale geotermica e il cratere Víti (“l’inferno”), formatosi in seguito a un’eruzione avvenuta nel 1724. Il cratere ospita un lago dalle acque turchesi, il cui colore contrasta con le pareti rocciose scure. Un sentiero permette di fare il giro del cratere del Krafla Viti in circa 20-30 minuti. L’area di Krafla ha registrato la sua ultima serie di eruzioni tra il 1975 e il 1984 (i cosiddetti «fuochi di Krafla»), a riprova del fatto che l’attività vulcanica islandese rimane molto intensa.

Tappa 4 – Campo lavico di Leirhnjúkur
Situato nei pressi di Krafla, il campo lavico di Leirhnjúkur è il risultato delle eruzioni avvenute tra il 1975 e il 1984. Un sentiero segnalato (circa 1 ora) attraversa un paesaggio lunare di lava nera che in alcuni punti emana ancora fumo, costellato di fumarole e macchie di zolfo giallo. Alcune zone di lava sono così recenti che se ne avverte il calore sotto le suole. Abbiamo trovato questa escursione una delle più suggestive dell’intero viaggio: sembra di essere su un altro pianeta.

Tappa 5 – Grotta di Grjótagjá
Grjótagjá è una piccola grotta vulcanica che ospita una sorgente termale dalle acque cristalline. La luce filtra attraverso l’apertura e illumina l’acqua di una tonalità irreale. Il sito è stato utilizzato come location nella serie “Il Trono di Spade”. Il nuoto è stato vietato dalle eruzioni di Krafla negli anni ’70 e ’80, che hanno portato la temperatura dell’acqua a livelli pericolosi. La situazione si è ormai calmata, ma il divieto rimane in vigore. La visita è breve (10 minuti) e merita una sosta per la bellezza della grotta. Ma si tratta di un terreno privato, quindi può essere chiuso senza preavviso.

Tappa 6 – Earth Lagoon (Bagni naturali di Mývatn)
Per concludere questa giornata intensa, i Mývatn Nature Baths sono l’equivalente nordico della Blue Lagoon, ma più intimi e meno costosi. Due bacini di acqua geotermica a 36-40 °C, di un colore blu lattiginoso, si affacciano sul lago e sui paesaggi lavici circostanti. Un bagno di vapore completa l’impianto. Si consiglia di andarci a fine giornata: la luce della sera, unita al vapore che sale dalle vasche, crea un quadro rilassante dopo i paesaggi vulcanici della giornata. Prenoti subito il suo biglietto per risparmiare tempo!

Seconda notte a Mývatn.
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Giorno 12 – Da Mývatn ad Akureyri
Tempo totale di guida: circa 1h30
Ancora un po’ di esplorazione del lago prima di metterci in viaggio verso la capitale del Nord.
Tappa 1 – Escursione al cratere Hverfjall
Hverfjall (chiamato anche Hverfell) è un cratere di tefra di forma quasi perfettamente circolare, con un diametro di circa 1 km e una profondità di 140 m. Formatosi circa 2500 anni fa a seguito di un’eruzione freatomagmatica, il suo profilo domina il paesaggio intorno a Mývatn. Il sentiero in salita (circa 30 minuti) è ripido ma breve. In cima, un sentiero percorre la cresta in circa un’ora o un’ora e mezza, offrendo un panorama a 360° sul lago, su Dimmuborgir, su Krafla e sulle montagne dell’entroterra. Ci è piaciuto molto. Ma non salite se il vento è forte!

Tappa 2 – Cascata di Godafoss
Goðafoss (“la cascata degli dei”) deve il proprio nome a un evento fondamentale della storia islandese: nell’anno 1000, il capo Þorgeir Ljósvetningagoði, dopo aver deciso che l’Islanda avrebbe adottato il cristianesimo, gettò i propri idoli nordici nella cascata per segnare la fine dell’era pagana. La cascata forma un arco largo 30 metri e alto 12, con il fiume Skjálfandafljót che si divide in due bracci attorno a un isolotto roccioso. I sentieri su entrambe le rive consentono di avvicinarsi alla cascata da diverse angolazioni. Vi consigliamo il lato est per godere della migliore vista frontale.

Tappa 3 – Akureyri
Akureyri, la seconda città dell’Islanda (circa 19.000 abitanti), è situata in fondo all’Eyjafjörður, il fiordo più lungo del Paese. Nonostante la sua latitudine (65° N, a due passi dal Circolo Polare Artico), la città gode di un microclima riparato e ospita il giardino botanico più settentrionale del mondo. La chiesa di Akureyrarkirkja, progettata dall’architetto Guðjón Samúelsson (lo stesso che ha progettato la Hallgrímskirkja), domina il centro della città.
Il lungomare e la principale via pedonale pullulano di caffè, ristoranti e negozi. Akureyri è il punto di appoggio logistico ideale per esplorare il nord dell’Islanda: qui troverete supermercati, stazioni di servizio e tutti i servizi necessari. Abbiamo apprezzato l’atmosfera vivace di questa città compatta, un gradito contrasto dopo le distese deserte dei giorni precedenti.

Pernottamento ad Akureyri. Prenoti per 2 notti.
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Giorno 13 – Penisola di Tröllaskagi
Durata complessiva del percorso: circa 3 ore (andata e ritorno)
La penisola di Tröllaskagi (“la penisola dei troll”), situata tra i fiordi di Eyjafjörður e Skagafjörður, è una delle zone più spettacolari del nord dell’Islanda. La strada costiera (strada 76) costeggia ripide scogliere, attraversa gallerie scavate nella montagna e passa per isolati villaggi di pescatori.
Tappa 1 – Giro della penisola di Tröllaskagi
La strada tra Akureyri e Siglufjörður, con ritorno attraverso Dalvík, forma un anello che offre una successione di panorami costieri e montani. Siglufjörður, antico centro della pesca dell’aringa, ospita l’eccellente Museo dell’Era dell’Aringa (Síldarminjasafnið), che ripercorre il periodo in cui l’aringa costituiva la fonte di ricchezza dell’Islanda settentrionale. Dalvík, sulla via del ritorno, è un tranquillo villaggio di pescatori situato in fondo all’Eyjafjörður.
La strada attraversa diverse gallerie a corsia unica: attendete il segnale prima di procedere. Abbiamo trovato questo percorso particolarmente suggestivo nelle giornate di bel tempo, con le montagne innevate sullo sfondo che creano un netto contrasto con l’azzurro intenso dei fiordi.

Tappa 2 – La valle dello Skagafjörður e i cavalli islandesi
La valle dello Skagafjörður, a sud-ovest di Tröllaskagi, è il cuore dell’allevamento del cavallo islandese. Diverse fattorie propongono escursioni a cavallo della durata di una o tre ore, adatte anche ai principianti. Il cavallo islandese, razza pura da oltre 1000 anni (non sono ammessi incroci e un cavallo esportato non può mai tornare sull’isola), è noto per le sue cinque andature, tra cui il tölt, un’andatura veloce che garantisce un comfort straordinario.
Se l’equitazione non fa per voi, la valle merita comunque una visita per le sue fattorie storiche e i suoi paesaggi di prati. Abbiamo fatto un’escursione a cavallo di un’ora e mezza e il tölt, quell’andatura fluida tipica della razza, trasforma la passeggiata in un’esperienza piacevole e scorrevole, anche per i cavalieri alle prime armi.

Seconda notte ad Akureyri.
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Giorno 14 – Viaggio verso i fiordi occidentali
Durata complessiva del viaggio: circa 5-6 ore.
È la giornata di viaggio in auto più lunga dell’intero itinerario. Il percorso tra Akureyri e Ísafjörður attraversa paesaggi variegati, dalla costa settentrionale ai fiordi occidentali, una delle regioni più isolate e meno popolate dell’Islanda. Partite presto e fate il pieno prima di lasciare Akureyri.
Tappa 1 – Formazione rocciosa di Hvítserkur
Sulla costa orientale della penisola di Vatnsnes, lo scoglio di Hvítserkur si erge dal mare come una creatura pietrificata. Questo monolite di basalto alto 15 metri, eroso dalle onde, assomiglia a un elefante o a un drago che beve nell’oceano, a seconda dell’angolazione da cui lo si osserva. La leggenda narra che si tratti di un troll trasformato in pietra dal sole nascente. Una scalinata scende dal parcheggio fino alla spiaggia. Si consiglia di approfittare della bassa marea per avvicinarsi il più possibile. La deviazione aggiunge circa 30 minuti al percorso principale. Quindi sta a voi decidere, a seconda di quanto siamo stanchi.

Tappa 2 – Attraversamento dello Strandir e degli altipiani
La strada verso i Fiordi Occidentali costeggia la costa di Húnaflói per poi deviare verso l’interno. I paesaggi diventano progressivamente più aspri e desertici. Lungo la strada che costeggia la costa di Vatnsnes è talvolta possibile avvistare colonie di foche. Approfittate delle poche stazioni di servizio lungo il percorso per fare rifornimento.
Tappa 3 – Arrivo a Isafjördur
Isafjördur è la “capitale” dei Fiordi Occidentali, una città di 2600 abitanti situata in fondo al fiordo di Skutulsfjörður. Circondata da montagne scoscese su tre lati, la città sorge su un banco di sabbia che si protende nel fiordo. Il suo centro storico, costituito da case in legno risalenti al XVIII e al XIX secolo, testimonia l’importanza che la pesca rivestiva un tempo nella regione. Ristoranti, bar e un piccolo supermercato consentono di fare rifornimento. Siamo rimasti colpiti dall’austera bellezza del paesaggio montuoso che circonda la città.

Pernottamento a Isafjördur.
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Giorno 15 – I fiordi occidentali
Durata complessiva del viaggio: circa 4-5 ore
I Fiordi Occidentali (Vestfirðir) sono la regione più selvaggia dell’Islanda: poche strade, pochi abitanti, scogliere tra le più alte d’Europa e una ricca fauna marina. Questa tappa attraversa il cuore della regione per raggiungere Patreksfjörður, a sud-ovest.
Tappa 1 – Il fiordo di Dýrafjörður e il villaggio di Thingeyri
Lasciando Ísafjörður in direzione sud, la strada costeggia il fiordo di Dýrafjörður e attraversa Thingeyri, un villaggio di 250 abitanti. Questo tranquillo paesino, dominato da montagne a tavola dalle cime piatte, offre alcuni servizi di base e rappresenta un’ottima prima tappa. La strada tra Ísafjörður e Thingeyri attraversa un passo di montagna (Breiðadalsheidi) da cui, nelle giornate limpide, si gode di una vista straordinaria sui fiordi circostanti.
Tappa 2 – Patreksfjörður
Patreksfjörður è uno dei principali villaggi dei Fiordi Occidentali, una delle regioni più isolate e meno frequentate dell’Islanda. Il suo nome significa «il fiordo di San Patrizio», una denominazione che risale alla cristianizzazione dell’isola. Il paesaggio qui è molto diverso dal resto dell’Islanda: selvaggio, autentico, costellato di villaggi di pescatori. Il fiordo di Patreksfjörður è uno dei più estesi e profondi dei Fiordi Occidentali. Circondato da scogliere a picco sul mare e da calette dalla sabbia colorata, offre paesaggi di una bellezza selvaggia e incontaminata.

Tappa 3 – Scogliere di Látrabjarg
Látrabjarg è la scogliera più occidentale d’Europa e uno dei più grandi siti di nidificazione di uccelli marini al mondo. Le scogliere si estendono per 14 km e raggiungono i 441 m di altezza. Tra giugno e metà agosto, milioni di pulcinelle di mare, sule, urie e pinguini torda vi nidificano. I pulcinella di mare, particolarmente numerosi, si lasciano avvicinare a pochi metri senza scappare, il che rende questo luogo uno dei migliori dell’Islanda per osservarli da vicino.
Attenzione: non ci sono barriere lungo il bordo della scogliera e il vento può essere forte. Si raccomanda di prestare attenzione. La strada per raggiungere Látrabjarg è lunga (circa un’ora e mezza da Patreksfjörður) e in parte sterrata. Riteniamo che questa deviazione sia assolutamente giustificata: i pulcinella di mare a portata di mano e l’immensità delle scogliere rendono l’esperienza unica.

Tappa 4 – Spiaggia di Raudisandur
Rauðisandur (“la sabbia rossa”) è una spiaggia di sabbia dai toni che vanno dal dorato all’arancione, lunga diversi chilometri, una rarità in Islanda, dove la sabbia è quasi sempre nera. La distesa deserta, delimitata dalle montagne e dal mare, emana una calma profonda. La strada di accesso scende a tornanti stretti dall’altopiano: è ripida ma percorribile con un’auto normale in condizioni di tempo asciutto. Si consiglia di verificare le condizioni della strada prima di imboccare il percorso.
Pernottamento a Patreksfjörður.
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Giorno 16 – Viaggio verso Snæfellsnes
Durata complessiva del viaggio: circa 5-6 ore
Un’altra lunga giornata di viaggio per raggiungere i Fiordi Occidentali dalla penisola di Snæfellsnes, spesso soprannominata «l’Islanda in miniatura» per la varietà dei suoi paesaggi. Il percorso include la traversata in traghetto del Breiðafjörður (se scegliete questa opzione), riducendo la distanza rispetto al percorso via terra.
Tappa 1 – Traghetto di Breiðafjörður (facoltativo) o percorso via terra
Il traghetto Baldur collega Brjánslækur (Fiordi occidentali) a Stykkishólmur (Snæfellsnes) in circa 2 ore e 45 minuti, con una sosta sull’isola di Flatey. Questa traversata riduce il tempo di percorrenza di diverse ore rispetto al percorso via terra e offre una splendida vista sugli isolotti del Breiðafjörður. In estate è consigliabile prenotare in anticipo. Se scegliete di percorrere la strada terrestre, il tragitto passa per Búðardalur e la strada 54.
Tappa 2 – Cratere di Grábrók
Grábrók è un cratere vulcanico situato lungo la Strada 1, tra Borgarnes e Bifröst. Un breve sentiero (15 minuti) conduce alla cima del cratere, da dove si gode di una vista sui campi di lava circostanti e sulle montagne. È una breve sosta per sgranchirsi le gambe dopo un lungo viaggio. Il sito è facilmente accessibile e il sentiero è ben segnalato.

Tappa 3 – Tramonto a Kirkjufell
Il Kirkjufell (“la montagna-chiesa”), nei pressi di Grundarfjörður, è la montagna più fotografata d’Islanda. La sua forma conica simmetrica, che si riflette nel fiume in primo piano, è diventata un simbolo del Paese. In primo piano, le cascate di Kirkjufellsfoss completano il quadro. In estate il sole non tramonta del tutto, ma nelle ore serali (dalle 22:00 a mezzanotte) si gode di una luce radente e dorata, ideale per la fotografia. Vi consigliamo di posizionarvi nel punto panoramico tradizionale di fronte alle cascate per godere della vista migliore.

Pernottamento a Grundarfjörður.
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Oppure legga il nostro articolo: dove alloggiare nella penisola di Snaefellsnes.
Giorno 17 – Giro della penisola di Snæfellsnes
Durata totale del viaggio: circa 2 ore e 30 minuti
La penisola di Snæfellsnes racchiude, in un tratto di 90 km, una sintesi dei paesaggi islandesi: ghiacciai, vulcani, scogliere, spiagge di sabbia nera, campi di lava e villaggi di pescatori. Il ghiacciaio-vulcano Snæfellsjökull, all’estremità della penisola, è quello attraverso il quale gli eroi di Jules Verne scendono nel centro della Terra nel romanzo del 1864. Ci è piaciuto moltissimo il susseguirsi rapido di scenari così diversi nel corso di una sola giornata.
Tappa 1 – Kirkjufell e Kirkjufellsfoss (mattina)
Se la luce della sera del giorno precedente non vi è bastata, tornate a visitare Kirkjufell e le sue cascate al mattino. La luce del mattino conferisce alle montagne un aspetto diverso.

Tappa 2 – Cratere di Saxhóll
Il cratere di Saxhóll, nel cuore del Parco Nazionale di Snæfellsjökull, è raggiungibile tramite una scala metallica di circa 100 gradini. Dalla cima, la vista a 360° abbraccia il campo lavico di Neshraun, la costa e il ghiacciaio Snæfellsjökull. La salita è breve (da 5 a 10 minuti) e alla portata di tutti. Consigliamo questa breve sosta per il panorama che offre sulla punta della penisola.

Tappa 3 – Scogliere di Lóndrangar
Lóndrangar è un duo di picchi di basalto che si ergono sulla costa, vestigia di un antico cratere eroso dall’oceano. Il punto più alto raggiunge i 75 metri. Un sentiero costiero conduce a un belvedere da cui si possono ammirare le cime a punta e la costa frastagliata. Nelle giornate chiare, il ghiacciaio Snæfellsjökull si staglia sullo sfondo. Il sito ospita inoltre colonie di uccelli marini durante l’estate.

Tappa 4 – Spiaggia di Djúpalónssandur
Djúpalónssandur è una spiaggia di ciottoli neri levigati dall’oceano, incorniciata da formazioni laviche scolpite. Sulla spiaggia, quattro pietre di dimensioni crescenti servivano un tempo a mettere alla prova la forza dei pescatori prima di imbarcarli sulle barche. I resti arrugginiti di un peschereccio britannico naufragato nel 1948 sono ancora visibili sulla riva. Dal parcheggio parte un sentiero che attraversa un campo di lava e scende fino alla spiaggia (10 min).

Tappa 5 – Arnarstapi
Arnarstapi è un piccolo borgo costiero caratterizzato da spettacolari scogliere e da un arco naturale, Gatklettur, scolpito dall’erosione marina. Un sentiero costiero lungo circa 2,5 km collega Arnarstapi al vicino villaggio di Hellnar, costeggiando le scogliere di lava popolate da colonie di sterne artiche e gabbiani tridattili. Il sentiero offre una vista mozzafiato sull’oceano e sulle formazioni rocciose. Abbiamo trovato questa passeggiata facile e piacevole, costellata di panorami che cambiano ad ogni curva.

Tappa 6 – Chiesa nera di Búdir
Búðakirkja, la piccola chiesa nera di Búdir, è uno dei monumenti più fotografati d’Islanda. La sua sagoma scura si staglia su uno sfondo di campi di lava, prati e montagne. Costruita nel XIX secolo, è una delle poche chiese islandesi dipinte interamente di nero. Il luogo è isolato e il silenzio che lo avvolge contribuisce a creare un’atmosfera singolare. Un cimitero circondato da un muretto di lava completa lo scenario.

Tappa 7 – Colonne di basalto di Gerduberg
Gerduberg è una parete naturale formata da colonne di basalto esagonali alte circa 14 metri, che si estende per diverse centinaia di metri. Sebbene meno conosciuto rispetto ad altri siti della penisola, merita una breve sosta per l’effetto scenografico offerto da queste colonne perfettamente regolari. Dal parcheggio, un sentiero conduce ai piedi delle colonne in pochi minuti.

Pernottamento a Borgarnes. Per 2 notti.
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Giorno 18 – Silver Circle: sorgenti termali, cascate e lava
Durata complessiva del percorso: circa 2 ore (circuito ad anello)
Il Silver Circle (Silfra hringurinn) è un itinerario meno conosciuto rispetto al Circolo d’Oro, con partenza da Borgarnes o Reykjavík. Nella valle di Borgarfjörður si concentrano siti geotermici, storici e naturali. Abbiamo trovato questo itinerario interessante quanto il Cerchio d’Oro, ma decisamente meno affollato.
Tappa 1 – Sorgente termale di Deildartunguhver
Deildartunguhver è la sorgente termale con la portata più elevata d’Europa: 180 litri di acqua bollente al secondo sgorgano dal suolo a una temperatura di 97 °C. L’acqua alimenta la rete di teleriscaldamento di Borgarnes e Akranes, situate a 64 km di distanza. Un sentiero attrezzato consente di osservare i getti di vapore e le pozze ribollenti in tutta sicurezza. Proprio lì accanto è stato realizzato un complesso termale geotermico (Krauma), che attinge alla stessa sorgente: un’ottima alternativa se desiderate fare un bagno caldo.

Tappa 2 – Reykholt
Il villaggio di Reykholt è un luogo di pellegrinaggio letterario. È qui che visse Snorri Sturluson (1179-1241), storico, poeta e politico islandese, autore dell’Edda in prosa e della Heimskringla, testi fondamentali della mitologia e della storia nordiche. La sua casa natale non esiste più, ma il sito conserva lo Snorralaug, una vasca circolare in pietra con acqua calda risalente al XIII secolo, nella quale Snorri era solito fare il bagno. Un museo medievale (Snorrastofa) completa la visita. Abbiamo apprezzato la dimensione storica di questo luogo, apparentemente modesto ma fondamentale per la cultura scandinava. Mi dispiace, ma non abbiamo scattato nessuna foto quest’estate… Ecco quindi la nostra foto invernale.

Tappa 3 – Cascate di Hraunfossar e Barnafoss
Hraunfossar è un fenomeno geologico unico: decine di ruscelli sgorgano direttamente da un campo di lava porosa su una lunghezza di circa 900 metri, formando una cortina di piccole cascate che sfociano nel fiume Hvítá. L’acqua, filtrata dalla lava, è di un blu cristallino. Poco più a monte, Barnafoss (“la cascata dei bambini”) è una cascata più stretta e impetuosa, il cui nome deriva da una leggenda locale. Entrambe le cascate sono accessibili dallo stesso parcheggio e un sentiero le collega in pochi minuti. Abbiamo trovato Hraunfossar di una bellezza sobria, diversa dalle grandi e spettacolari cascate del sud.

Tappa 4 – Tubo di lava di Vídgelmir
Situato nei pressi di Hraunfossar, il tunnel di lava di Vídgelmir è uno dei più grandi dell’Islanda (1,6 km di lunghezza, fino a 16 m di larghezza). Le visite guidate conducono attraverso il tunnel illuminato, tra formazioni laviche colorate, stalattiti di lava e passaggi a volta. La temperatura all’interno si aggira intorno a 1-2 °C. Se avete già visitato un tunnel di lava nella penisola di Reykjanes, potete saltare questo. In caso contrario, si tratta di un’esperienza sotterranea davvero indimenticabile. Prenoti il suo biglietto per la visita al tunnel di lava di Vidgelmir!

Seconda notte a Borgarnes.
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Giorno 19 – Glymur e ritorno a Reykjavík
Tempo totale di guida: circa 1h30
Tappa 1 – Escursione alla cascata di Glymur
Glymur, con i suoi 198 metri di altezza, è stata a lungo considerata la cascata più alta dell’Islanda (prima della scoperta di Morsárfoss nel 2007). Il sentiero escursionistico (circa 7 km andata e ritorno, da 3 a 4 ore) attraversa una grotta, costeggia un canyon scosceso e richiede di guadare un fiume. L’attraversamento del fiume, anche in estate, richiede cautela: l’acqua può essere fredda e la corrente variabile. A volte vengono installate delle corde per facilitare l’attraversamento.
Consigliamo questa escursione agli escursionisti in buona forma fisica. Se preferite una giornata più tranquilla, recatevi direttamente a Reykjavík per godervi la città.

Tappa 2 – Reykjavík
Ritorno a Reykjavík. Si sistemino nel loro alloggio e approfittino del pomeriggio per esplorare i quartieri che non hanno visto il primo giorno. La via Laugavegur, la principale arteria commerciale, pullula di negozi di design islandese, librerie e ristoranti. Gli appassionati di musica apprezzeranno i numerosi bar che organizzano concerti serali.
Tra i musei più importanti: il Museo Nazionale d’Islanda (Þjóðminjasafn Íslands) ripercorre la storia del Paese dalla colonizzazione vichinga nel IX secolo fino ai giorni nostri. Il Museo d’Arte di Reykjavík (Listasafn Reykjavíkur), distribuito su tre sedi, espone opere d’arte contemporanea islandese e internazionale. Il Museo Marittimo (Víkin), situato nel vecchio porto, illustra la storia della pesca, che per secoli ha costituito la spina dorsale dell’economia islandese. Perlan, un edificio circolare sormontato da una cupola di vetro costruito su alcuni ex serbatoi di acqua calda, ospita un planetario e una mostra immersiva sulla natura islandese, che comprende una grotta di ghiaccio artificiale.

Abbiamo concluso la giornata con una cena in centro, godendoci il ritorno alla vivacità della città dopo due settimane trascorse all’aria aperta.
Pernottamento a Reykjavík. Prenoti per 2 o 3 notti a seconda della data di partenza.
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Giorno 20 – Escursione guidata a Landmannalaugar
Landmannalaugar è una delle destinazioni escursionistiche più famose dell’Islanda. Le sue montagne di riolite, striate di giallo, verde, rosso, blu e viola, compongono un paesaggio surreale nel cuore dell’altopiano. Le sorgenti termali naturali che sgorgano direttamente dal terreno consentono di fare un bagno dopo la passeggiata, in un paesaggio caratterizzato da lava nera e montagne dai colori vivaci.
L’accesso con un veicolo standard è impossibile: le strade secondarie richiedono un fuoristrada e il guado di alcuni corsi d’acqua. Consigliamo quindi di prenotare un’escursione in autobus o in super-jeep con partenza da Reykjavík, organizzata da uno dei numerosi operatori locali.
Le escursioni di un giorno durano in genere dalle 10:00 alle 14:00, compreso il viaggio e diverse ore sul posto per fare escursioni e nuotare.
Vi consigliamo di prenotare con largo anticipo: i posti si esauriscono rapidamente nei mesi di luglio e agosto.

Dal campo base partono diversi sentieri escursionistici di varia lunghezza. Il percorso più popolare (circa 1 ora) forma un anello che attraversa i campi di lava e i pendii colorati. Landmannalaugar si è rivelata all’altezza della sua reputazione: i colori delle montagne, il vapore delle sorgenti termali e la distesa selvaggia dell’altopiano creano un contrasto suggestivo.
Pernottamento a Reykjavík. Prenoti per 2 o 3 notti a seconda della data di partenza.
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Giorno 21 – Reykjavík e partenza
L’ultimo giorno del vostro road trip in Islanda. A seconda dell’orario del vostro volo, avrete a disposizione alcune ore per approfondire la visita di Reykjavík o semplicemente per passeggiare.
L’aeroporto di Keflavík dista circa 50 minuti di auto da Reykjavík. Se il vostro volo è in tarda serata, potete approfittare di un ultimo bagno alla Blue Lagoon o alla Sky Lagoon mentre vi recate in aeroporto: un modo piacevole per concludere il viaggio. Si ricordi di riconsegnare l’auto a noleggio all’ora concordata.
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Domande frequenti
Qual è il budget da prevedere per un soggiorno di 3 settimane in Islanda?
L’Islanda è una destinazione costosa. Prevedete circa 80-200 € a notte per un alloggio di fascia media (pensioni, hotel), da 40 a 80 € al giorno per i pasti (di più se mangiate al ristorante a ogni pasto, di meno se cucinate) e circa 50-100 € al giorno per il noleggio dell’auto (assicurazioni incluse). L’ingresso ai siti è spesso gratuito, ma i parcheggi sono a pagamento e le escursioni (balene, grotte, bagni termali) costano tra i 30 e i 150 € a persona. Per ridurre le spese, vi consigliamo di alloggiare in pensioni, di preparare alcuni pasti e di godervi le bellezze naturali gratuite, che costituiscono l’essenza stessa del viaggio.
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Devo prenotare l’alloggio in anticipo?
Indipendentemente dalla stagione, è indispensabile prenotare in anticipo, soprattutto nelle zone turistiche (sud, Mývatn, Snæfellsnes) e nelle zone isolate dove l’offerta è limitata (Fiordi occidentali, costa orientale). Il che significa ovunque… Le strutture ricettive possono essere al completo con diversi mesi di anticipo. Si consiglia di prenotare l’intero soggiorno con largo anticipo rispetto alla partenza.
DOVE ALLOGGIARE IN Islanda
Le nostre selezioni indipendenti per aiutarti a trovare l’alloggio dei tuoi sogni:
- Dove dormire in Islanda durante un road trip
- Dove dormire a Reykjavik
- Dove dormire sulla costa meridionale
- Dove dormire al Circolo d’Oro
- Dove alloggiare nella penisola di Snaefellsnes
- Dove alloggiare sul Lago Myvatn
- Dove alloggiare sull’Isola in inverno

Qual è il periodo migliore per questo road trip?
Questo itinerario è pensato per l’estate islandese, da metà giugno a fine settembre (ad eccezione del giorno 20). È il periodo in cui le giornate sono più lunghe (sole quasi costante a giugno), le strade sono tutte percorribili, le temperature sono più miti (in media dai 10 ai 15 °C) e la fauna è più visibile (pulcinelle di mare, balene). Luglio è il mese più caldo e più affollato. Giugno offre una luce eccezionale e meno affollamento. Ad agosto le giornate iniziano ad accorciarsi e l’autunno è alle porte.
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Cosa fare in Islanda
Le cascate più belle
Le più belle spiagge di sabbia nera
Crateri vulcanici da scalare
Grotte di lava da visitare
Le migliori escursioni da Reykjavik

- Consigli pratici
Consigli di viaggio per l’estate
Come noleggiare un’auto in Islanda
Suggerimenti per la guida
Dove alloggiare in Islanda
Itinerari: 3 giorni – 4 giorni – 5 giorni – 1 settimana – 10 giorni

- Cosa vedere
Cosa fare a Reykjavik
Le principali attrazioni del Circolo d’Oro
Attrazioni della Costa Sud
Penisola di Snaefellsnes
Cerchio d’argento
Attrazioni del Lago Myvatn



